AGRICOLTURA IN DIFFICOLTA'...........E DAL 2009 IL GOVERNO BERLUSCONI TAGLIA 600 MILIONI DI EURO AL FONDO DI SOLIDARIETA' PER LE CALAMITA' NATURALI
Il settore agricolo nazionale stà vivendo una spaventosa crisi nella crisi, dovuta anche alle avversità atmosferiche, oltre che dalla congiuntura. Il ministro Zaia e il governo Berlusconi, fanno finta di non accorgersi e straparlano di agricoltura in ripresa negando il dato drammatico che nel 2008 hanno chiuso 20,000 aziende e dal 2009 a tutt'oggi, altre 50,000 sono sull'orlo del fallimento e nessun decreto è stato varato per scongiurarne la chiusura.
Mentre alla produzione i prezzi precipitano vertiginosamente, il prezzo al consumo non cala di un millesimo. I consumatori pagano più di quattro volte il prezzo pagato ai contadini. Ai tagli del governo, si aggiungono cervellotiche procedure burocratiche che generano ingiustificati ritardi che nulla hanno a che spartire con le direttive dell'Unione Europea a cui maldestramente si cerca di addebitare la responsabilità della mancata erogazione alle aziende deifondi per i piani regionali di sviluppo, che non vengono corrisposti dal 2008.
Berlusconi, a chiacchiere dice di riconoscere che le ragioni dei contadini sono sacrosante, ma nei fatti, mentre sforna decreti per se stesso e gli amici degli amici, non glie ne viene in mente uno per restituire i finanziamenti sottratti al fondo di solidarietà, e a incentivare progetti per incoraggiare i giovani a rimanere sulla terra.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' chiede al governo di promuovere la conferenza nazionale dell'agricoltura che, pur già convocata dal Governo Prodi, è stata da Berlusconi affossata, smentendo il ministro Zaia che aveva appena balbettato qualche impegno. Vorremmo capire se questo governo si rende conto che non si può mandare in fallimento il settore produttivo primario, che tale rimane, anche se alla ricchezza del Paese, contribuisce “solo”, si fa per dire, col 17%.
Francesca Cocco
membro del coordinamento regionale dell'agricoltura di Sinistra, Ecologia e Libertà, candidata al Consiglio Regionale nel collegio Provinciale di Latina.
Il settore agricolo nazionale stà vivendo una spaventosa crisi nella crisi, dovuta anche alle avversità atmosferiche, oltre che dalla congiuntura. Il ministro Zaia e il governo Berlusconi, fanno finta di non accorgersi e straparlano di agricoltura in ripresa negando il dato drammatico che nel 2008 hanno chiuso 20,000 aziende e dal 2009 a tutt'oggi, altre 50,000 sono sull'orlo del fallimento e nessun decreto è stato varato per scongiurarne la chiusura.
Mentre alla produzione i prezzi precipitano vertiginosamente, il prezzo al consumo non cala di un millesimo. I consumatori pagano più di quattro volte il prezzo pagato ai contadini. Ai tagli del governo, si aggiungono cervellotiche procedure burocratiche che generano ingiustificati ritardi che nulla hanno a che spartire con le direttive dell'Unione Europea a cui maldestramente si cerca di addebitare la responsabilità della mancata erogazione alle aziende deifondi per i piani regionali di sviluppo, che non vengono corrisposti dal 2008.
Berlusconi, a chiacchiere dice di riconoscere che le ragioni dei contadini sono sacrosante, ma nei fatti, mentre sforna decreti per se stesso e gli amici degli amici, non glie ne viene in mente uno per restituire i finanziamenti sottratti al fondo di solidarietà, e a incentivare progetti per incoraggiare i giovani a rimanere sulla terra.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' chiede al governo di promuovere la conferenza nazionale dell'agricoltura che, pur già convocata dal Governo Prodi, è stata da Berlusconi affossata, smentendo il ministro Zaia che aveva appena balbettato qualche impegno. Vorremmo capire se questo governo si rende conto che non si può mandare in fallimento il settore produttivo primario, che tale rimane, anche se alla ricchezza del Paese, contribuisce “solo”, si fa per dire, col 17%.
Francesca Cocco
membro del coordinamento regionale dell'agricoltura di Sinistra, Ecologia e Libertà, candidata al Consiglio Regionale nel collegio Provinciale di Latina.
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